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E qualunque cosa accada … noi ci vediamo a casa

26 Marzo, 2020

E qualunque cosa accada … noi ci vediamo a casa

“E qualunque cosa accada … noi ci vediamo a casa …” recitava il testo di una canzone qualche anno fa, riferendosi alla crisi economica del 2008, quando la crisi edilizia infrangeva la realizzazione del sogno della vita di molti giovani italiani ovvero l’acquisto di una casa dove costruire il proprio progetto di vita.
Mai come di questi tempi la casa assume un significato importante.
Sono i tempi del “Coronavirus”, scriveranno i libri di storia tra qualche anno. I tempi in cui la casa è l’unico spazio che ci resta per fuggire al contagio e trovare rifugio in attesa che tutto torni alla quotidianità.
Casa che a volte ci sta stretta, ma a cui desideriamo tutti tornare presto.

Qualunque cosa accada … noi ci vediamo a casa

Il coronavirus ci regala il tempo ma ci costringe a passarlo interamente in casa con tutte le implicazioni che ne derivano.
Lo smart working, prima considerato privilegio di pochi, oggi è la “sfortuna/fortuna” di tanti, ma fonde lavoro e tempo libero all’interno di un unico spazio.
L’impossibilità di svolgere attività fisica in palestra, obbliga all’occupazione di ambienti domestici.
La presenza contemporanea di familiari, solitamente occupati in attività fuori casa, richiede spazi di contemporanea condivisione.
L’intrattenimento dei bambini che si trovano solo parzialmente impegnati nelle prime lezioni virtuali davanti ai PC chiusi nelle loro camerette si spargono, poi, vivacemente in rumorosi giochi in ogni dove della casa.

E così spazi e confort ben studiati diventano i primi alleati per vivere in sereno benessere la convivenza forzata e la fuga dalle paure e dalle preoccupazioni che arrivano dall’esterno.

Vivere confinati in uno spazio che soddisfa le nostre aspettative, agevolerà piacevolmente questo “lento” passare del tempo, diversamente potrebbe essere, invece, ora l’occasione di effettuare piccoli interventi al fine di migliorare le proprie percezioni di comfort.

Per fortuna la bella stagione è arrivata e con lei il tempo delle famigerate “pulizie di primavera”. Ecco un buon modo per tenersi occupati e fare quelle operazioni che possono rendere più funzionale la vostra casa per il raggiungimento dell’ordine, della calma e della serenità.
Riorganizzare gli spazi, tinteggiare vecchi mobili, cambiare colore alle pareti potrebbero essere il primo gesto per creare distinzioni ideali tra i vari ambienti a secondo della loro destinazione funzionale.

Eliminare il superfluo, ovvero tutto ciò che non ci serve più, oltre che essere un’operazione efficace per la pulizia e per la riorganizzazione degli spazi, risulta essere molto terapeutico.

Ricontestualizzare gli arredi può dar luogo a nuovi spazi funzionali: un tavolo che diventa scrivania, un letto singolo che diventa divano, ecc. ecc.

Lo spostamento di un armadio, o di una libreria da una stanza all’altra o da una parete all’altra, può creare nuovi passaggi, nuove fruizioni, nuove relazioni tra abitante e spazio abitato.

Si è diffuso, in questi giorni, l’ashtag “#iorestoacasa” che ci esorta a restare a casa per evitare la diffusione del contagio rappresentando un chiaro incitamento ad una responsabilità civica.
In un momento in cui l’invito a stare a casa è quindi fortemente consigliato, restare a casa è un’emergenza ma, anche, un vero trend che ribalta quanto raccolto negli ultimi decenni sulle abitudini dell’abitare comune basato su una limitata permanenza all’interno delle pareti domestiche.

In un momento di grande crisi sociale ed emotiva, l’idea dell’abitare assume, quindi, significati profondi.

E come sosteneva Alain de Botton, filosofo e scrittore svizzero, “abbiamo, bisogno di una casa in senso psicologico tanto quanto ne abbiamo bisogno in termini fisici: per compensare una vulnerabilità” e per sostenere i nostri stati d’animo ed i nostri bisogni di sicurezza.

E se le nostre case sono più accoglienti e performanti, possiamo proprio dire …”ci vediamo a casa”.

CHI E’ L’AUTORE
Barbara Sala, Architetto e Home Stager
Nata e cresciuta a Milano, laureata in architettura al Politecnico matura le sue prime esperienze in diversi studi di architettura.
HSI -DIRETTIVO-barbara salaLa gestione di un punto vendita di progettazione e arredamento le permette di aggiungere competenze anche in ambito commerciale e di relazione e di sviluppare la propensione all’allestimento, appresa sul campo del merchandising poi approfondita attraverso specifici corsi e workshop rivolti anche al settore del marketing immobiliare.
My Home Attitude nasce quindi con l’obiettivo di fornire un servizio a 360° che ha come tema dominante la valorizzazione immobiliare in tutte le sue forme: dal complicato progetto di ristrutturazione a quello di semplice relooking estetico – funzionale, fino all’intervento di home staging per la vendita e l’affitto degli immobili.
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