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Home Staging ITALIA on air in tempo di Covid, intervista a Roberto Ronzio di Abitare Point

16 Maggio, 2020

Home Staging ITALIA on air in tempo di Covid, intervista a Roberto Ronzio di Abitare Point

Home Staging ITALIA on air in tempo di Covid è una serie di interviste con vari protagonisti del mondo dell’immobiliare.

Gli ospiti dei nostri appuntamenti sono professionisti con i quali collaboriamo, ci confrontiamo e abbiamo sviluppato progetti in differenti campi.
L’ospite del nostro appuntamento di oggi è Roberto Ronzio di Abitare point.

Roberto-Ronzio-home-staging-italia Abitare-point

Buongiorno Roberto, benvenuto, vuoi raccontare ai nostri lettori chi sei e cosa fai?
Sono titolare di due uffici Abitare point affiliato ad Abitare co leader milanese nel campo immobiliare soprattutto per quanto riguarda le nuove costruzioni. I due uffici sono a Milano in via Savona 52, e a Cisliano, paese in cui abito da più di 10 anni.

Il Covid 19 ci ha colto davvero di sorpresa e ha letteralmente stravolto le nostre vite private e professionali.
Il lavoro da casa e le misure cautelative ci hanno portato a non avere una chiara visione di ciò che ci aspetta in futuro per le attività, ma, diciamo che un certo sentore ce lo abbiamo un po’ tutti, ognuno nel proprio settore di riferimento.
Che tipo di scenario immaginate di dover affrontare per essere operativi?
Sarà tutto molto diverso da prima a cominciare dagli ambienti in cui lavoreremo che dovranno seguire le direttive emanate dagli enti preposti e che riguardano soprattutto la sanificazione degli stessi, la continua pulizia e la distanza sociale.
Sarà diverso anche l’approccio con il cliente. Le mascherine, i guanti, i calzari, i pannelli divisori dovranno far parte del nostro quotidiano chiedendo ai clienti stessi massimo rispetto delle regole e prevedendo il minor numero di contatti possibile almeno fino a quando non saremo sicuri che l’emergenza sia davvero finita.
Il nostro lavoro si è sempre basato sull’empatia con il cliente; non di rado ho sentito i miei clienti dirmi: “voglio comprare un immobile con lei perché mi è sembrato più serio e professionale di altri”, ecco perché entrare in empatia è fondamentale. Di sicuro con mascherine, divisori e la distanza di 1 o 2 metri anche socializzare con il cliente risulterà molto più difficile.
Sarà sicuramente meno frenetico di prima il mercato immobiliare milanese perché oltre alle difficoltà economiche a cui abbiamo fatto, e dovremo far fronte, ci sarà sicuramente una ricerca più accurata della casa da comprare con caratteristiche magari un po’ diverse da quelle di prima.
Chi ha vissuto questa quarantena a Milano magari in spazi stretti, senza balconi, o magari al piano terreno, o con pochi metri per stanza, avrà sicuramente voglia di curare bene i dettagli della prossima abitazione ricercando, per quanto possibile, delle situazioni diverse.
Di sicuro, parlando con amici, clienti e colleghi del settore, il timore delle persone di ritrovarsi un’altra volta in una situazione analoga, porterà a ponderare di più rispetto al passato l’acquisto di un bene così caro ai Milanesi e agli Italiani in genere.
Prevedo inoltre meno appuntamenti, soprattutto in queste prime settimane, sia per vedere l’immobile usato, perché i proprietari saranno impauriti nel far entrare tanta gente nel loro appartamento; sia per vedere una presentazione su carta di un immobile in nuova costruzione.
Sempre per timore di contatto possibile i clienti già ci chiedono tutto il materiale via mail per analizzarlo senza il nostro supporto.

Cosa state facendo per cercare di non lasciarvi cogliere impreparati?
Durante tutto il periodo di emergenza siamo stati costantemente in contatto tra noi operatori del settore, associazioni di categoria, imprese di costruzioni, società di comunicazione, portali immobiliari etc. per cercare di non farci travolgere da questo shock e per farci trovare pronti con i clienti post Covid; sono venute fuori analisi importanti dai dati del passato e idee/strumenti nuovi per farci lavorare anche da remoto. Credo che tutta la categoria sia sicuramente più pronta, rispetto a prima, ad ascoltare di più le esigenze del cliente da una parte e dall’altra a portare, con più forza e insistenza, le stesse esigenze al cospetto dei costruttori che sono gli artefici degli immobili del futuro.
Molto dipenderà dall’approccio che avremo in questo post Covid; come in tutte le crisi del mercato, per non essere impreparati, bisognerà aggiungere ulteriore professionalità, idee e metodi nuovi di lavoro che coinvolgano i clienti ad investire ancora in quel bene che è sempre e sempre sarà rifugio per tutti noi.

Avete adottato delle modalità operative che non avevate mai utilizzato in precedenza?
Quali tra queste potrebbero essere adottate come definitive in futuro?
Abbiamo adottato e perfezionato metodi di contatto con il cliente che già esistevano, ma che nel nostro campo, erano veramente poco usati; una su tutti la video chiamata o call con Skype e altri portali simili.
Di certo è diverso presentare una nuova costruzione dal vivo con delle immagini su una tv o in un cantiere con la gru che lavora alle spalle. Ma anche con le video chiamate siamo riusciti a fare degli appuntamenti importanti con trattative che nemmeno pensavamo di poter avere.
Il buon risultato, ovviamente paragonato alle difficoltà del periodo, è dovuto anche al maggior tempo che i clienti avevano a disposizione lavorando da casa; si sono fatti appuntamenti in video call che coinvolgevano un po’ tutta la famiglia con i figli o i nonni ad interessarsi al progetto. Un’esperienza nuova per noi agenti immobiliari ma che sicuramente, almeno noi di Abitareco, terremo presente per il futuro.

I nuovi protocolli professionali, in questo tempo di possibile contagio, in attesa di un vaccino, prevedono modalità operative protettive e preventive come ad esempio l’uso di mascherine e guanti.
Come pensate di prepararvi all’accoglienza dei clienti nel vostro ufficio?
Come già accennato prima abbiamo dovuto adeguare i nostri ambienti lavorativi e normarli con le regole imposte dal ministero della Sanità.
Pensiamo che invitare un cliente a presentarsi già munito di mascherina e guanti sia un segno di attenzione nei suoi confronti e ancora di più l’accoglienza nell’ufficio con calzari, gel igienizzante e misurazione della temperatura corporea, sia garanzia di sicurezza, serietà e affidabilità per loro stessi.
Abbiamo già deciso di sanificare almeno un paio di volte alla settimana i nostri ambienti lavorativi e integriamo la pulizia quotidiana con igienizzazione delle scrivanie, dei pc, delle maniglie e di tutto ciò che può essere toccato da noi operatori e dai clienti; abbiamo anche ordinato divisori in plexiglass per garantire durante l’appuntamento, oltre alla distanza di almeno 1 metro, una barriera protettiva per tutti.
L’idea è quella di garantire un servizio in totale sicurezza dedicando zone ben definite e distanti l’una dall’altra dell’ufficio per evitare anche il minimo incrocio tra i clienti; l’appuntamento verrà svolto con un venditore e al massimo due clienti alla volta (marito e moglie, papà e figlio etc..) tutte distanziate tra loro e sempre con il divisorio tra le parti. Misure evidentemente radicali ma che garantiscono sicurezza ai nostri clienti di cui vogliamo prenderci cura soprattutto dal punto di vista della salute.

L’isolamento forzato ha portato a riconsiderare caratteristiche e qualità dell’abitare. Spazi piccoli o con distribuzioni funzionali non adeguate alle esigenze che si sono obbligatoriamente create a causa dello smart working, della scuola on line, di improvvisate passioni culinarie o solo per la sola assenza di giardini o balconi quali valvole di sfogo per combattere giornate interamente passate all’interno delle mura domestiche senza la socializzazione cui eravamo abituati.
Ci saranno delle ripercussioni sul mercato che verrà? Come credete di rispondere a queste necessità?
Come detto siamo pronti ad ascoltare le necessità di tutti i clienti facendole nostre e portandole all’attenzione dei costruttori che dovranno, sulla base delle nostre indicazioni, rivedere i progetti del futuro o, se possibile, adeguare quelli già studiati e ancora non approvati.
Architetti di grido hanno già espresso il loro parere sugli ambienti del futuro; il lavoro da casa, uno spazio esterno funzionale e magari zone isolate all’interno dell’appartamento saranno di certo delle richieste sempre più pressanti da parte dei clienti; l’esperienza che tutti noi abbiamo, si spera, passato ci rende forse più attenti alla casa del futuro. Oltre che ecosostenibile anche pronta ad accogliere permanentemente tutti i componenti della famiglia, anche per tempi lunghi, ed ognuno impegnato nel proprio lavoro o nello studio senza dar disagio all’altro.
Sarà opportuno anche immaginare, per quanto brutto sia, delle zone di “isolamento” con servizi dedicati, all’interno dell’abitazione. Forse impensabile fino a qualche mese fa ma oggi di sicura necessità.
All’interno del condominio saranno graditi spazi palestra, zone delivery per il ricevimento dei pacchi acquistati dai condomini o zone smart working prenotabili e ormai indispensabili; a dire il vero molte delle nostre costruzioni già prevedevano tutti questi servizi ma da ora in poi, per i costruttori di domani questi servizi saranno imprescindibili.

Nell’immaginario prossimo si prevede una nuova immissione di immobili usati proprietà di chi ci ha lasciato ma anche di chi ha bisogno di monetizzare a fronte della crisi economica. Immobili che invaderanno il mercato magari in condizioni non proprio allineate alle nuove esigenze.
Quale saranno le vostre strategie affinchè questi immobili possano stimolare nuove compravendite?
Da tutte le crisi, purtroppo, affiorano situazioni di necessità come chi deve vendere, non per migliorare il suo status, ma per cercare di tirare avanti con il patrimonio personale, vedi prima casa. Ovvio che, in questo scenario saranno messe in vendita molte abitazioni in zone periferiche di Milano che dovranno “accontentarsi“ di un prezzo che solo qualche mese fa sarebbe stato impensabile.
Per allineare quelle abitazioni alle necessità attuali non abbiamo molte alternative oltre ad un accurato scout fotografico, la cura del dettaglio per risaltare le peculiarità e celare le negatività di ogni singolo immobile; un’inserzione completa e accattivante aiuta sicuramente il venditore a proporre al meglio l’immobile.

Grazie Roberto per il tuo tempo.
Per contattare Roberto Ronzio
via Savona, 52 – Milano
Tel. 3356297104
mi.savona@abitarepoint.it

L’appuntamento è per la prossima intervista, a presto.

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