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L’ingresso: solo una zona di passaggio?

Marzo 21st, 2017

L’ingresso: solo una zona di passaggio?

Alcuni locali della nostra casa, come ad esempio l’ingresso, le scale e le aree di disimpegno vengono considerati solo delle aree di passaggio, a cui non viene data la giusta importanza.
In quest’articolo ci soffermeremo sull’ingresso, il luogo dove possiamo ricevere subito una prima impressione della casa in cui stiamo entrando.

ingresso  ingresso - scala

L’ingresso: solo una zona di passaggio?

L’ingresso rappresenta un punto di confine tra l’esterno e l’interno. Un luogo intermedio tra noi e gli altri, il luogo più pubblico della casa. Il luogo che ci accoglie a ogni rientro e ci accompagna a ogni uscita.
Molte volte però, l’ingresso rimane del tutto trascurato oppure viene investito di una funzione pubblica che lo priva di calore.

Come trovare un equilibrio?

Un equilibrio è possibile organizzando bene gli spazi in virtù della sua funzione.

L’ingresso, per il suo ruolo di confine, è il luogo dove si ripongono indumenti, scarpe, ombrelli, oggetti e dove è più facile creare disordine.
Come evitarlo?
Semplificando al massimo le operazioni, e organizzando lo spazio tenendo conto delle abitudini di chi entra e chi esce.
Se immaginiamo l’ingresso come un enorme filtro verso il mondo esterno, un filtro sano dovrebbe avere tre parti:
– Uno zerbino che tiene fuori lo sporco
– Un appendiabiti per aver il posto dove appendere cappotti, borse ecc…
– La pista di atterraggio che è il posto dove poggiare le cose e smistare la posta insieme a monetine, chiavi e altri oggetti che provengono dalle tasche a fine giornata.
La Pista di Atterraggio dovrebbe essere svuotata ogni settimana.

L’ingresso produce un effetto sugli estranei. Effetto dato da un rapido processo di assemblaggio degli elementi nuovi percepiti e da giudizi e associazioni mentali personali.
La percezione visiva include gli oggetti presenti, lo stile di arredamento e l’ordine e il disordine dell’ambiente che influenzeranno la disposizione emotiva e la reazione di chi entra. Per questo motivo risultano importanti sia la luminosità che il colore utilizzato.

ingresso  ingresso

Ingresso; colore e luminosità

Il colore dovrà essere un colore caldo, e la zona dovrà essere ben illuminata così da dare un’impressione di gradevole accoglienza e un impatto visivo piacevole.
L’ingresso, come luogo di passaggio tra interno ed esterno può sfruttare meglio l’effetto termico dei colori. Venendo da un esterno molto caldo risulta di piacevole effetto un ingresso fresco, e viceversa.
Un ingresso azzurro risulta piacevole per una casa al mare ma non in uno chalet di montagna dove il rosso sembra più indicato.
In generale, nella scelta dei colori, è bene valutare l’uso e l’ampiezza del locale. Alcuni colori sono festosi e allegri (gamma dei rossi) ma potrebbero risultare ansiogeni e fastidiosi a chi è sotto stress.
In questo caso, per produrre un effetto accogliente è meglio smorzare i toni e orientarsi su degli ocra intensi, dei terracotta o degli albicocca che rimangono caldi ma non producono un forte impatto visivo.

Occorre però, oltre agli accorgimenti citati in precedenza, prestare attenzione a combinare i colori degli altri ambienti in modo armonico per evitare di creare una sensazione spiacevole di confusione e disorientamento.
Per esempio, scegliendo un tono molto caldo per l’ingresso e uno più freddo per le stanze a vista, il tono caldo darà una sensazione di accoglienza, il tono più freddo aiuterà a rendere la permanenza o viceversa.

ingresso  ingresso

Ma come fare se l’ingresso è piccolo e privo di luce naturale?
Dal momento che la zona sarà sempre illuminata con luce artificiale, e lo spazio è ridotto, un colore neutro non troppo chiaro potrebbe essere una buona scelta. Si abbinerà facilmente con qualsiasi colore delle altre stanze.
L’importante, per quanto riguarda l’ingresso è non colorarlo o arredarlo a caso. Ricordare che è il primo luogo che vediamo, quello che ci accoglie e ci accompagna all’interno.

Cosa ne pensate? L’ingresso è solo una zona di passaggio?

Fonti:

Il colore in casa: come sfruttare gli effetti psicofisici dei colori per una casa più sana e ambienti più accoglienti” P. Santagostino – ed. Urra, 2006.
Apartment Therapy: come portare equilibrio, salute e benessere nei propri spazi” M.Gilligham Ryan – ed. Il Punto d’Incontro, 2010

Immagini da Pinterest

CHI E’ L’AUTORE

Roberta Savini, Home Stager
Diplomata al Liceo Artistico (ramo di architettura), laureata in Psicologia.
Unisce le sue competenze, il suo amore per l’arte e l’arredamento restituendole al cliente sotto forma di risposte soddisfacenti, mirate e personalizzate.
Negli ultimi anni si è specializzata in attività di relooking e restyling soprattutto relativi agli arredi. Ha accresciuto le sue conoscenze perfezionandosi nell’home staging e nell’interior design.
Ama lo stile eclettico, il mix tra antico e moderno, la progettazione, il recupero di vecchi mobili, e l’arte in tutte le sue forme.
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